Precisazioni Iniziali
"Ordinary World" è un Gioco di Blog (GdB),
ovvero un gioco di ruolo che si svolge su un blog.
Questo gioco ha tuttavia una particolarità: se solitamente nei
giochi di blog si sceglie di interpretare un personaggio qui
abbiamo voluto rendere la cosa un po' diversa.
Quando vi iscrivete lo farete con il nome di un
appartamento del condominio "Wayland", in cui potrete
far abitare quanti personaggi vorrete (sempre nei limiti del
buon senso); quando scriverete i post sarete voi a
decidere con quale dei vostri inquilini postare, a
seconda di cosa dovete raccontare o di chi vi ispira di più in
quel momento.
Wayland's Park
Wayland's Park è il nome di un'ala del più grande parco cittadino
di New York: Central Park. Il condominio in cui si
ambienta il gioco prende il nome proprio da questa ala del parco,
poichè vi si affaccia esattamente davanti.
E' un edificio di 12 piani con quattro appartamenti ciascuno
indicati con le lettere A-B-C-D.
Il condominio è dotato di piscina e palestra private, di garages e
lavanderia al piano interrato, nonchè di una terrazza sul tetto
accessibile a tutti i condomìni per feste o semplicemente per
momenti di relax.
I POST
Per non scombinare i caratteri del layout prima di postare
copiate i vostri post sul blocco note e dopo fate copia e
incolla da lì su Splinder.
Quando scrivete ricordatevi di selezionare la
categoria con il nome del'inquilino del vostro appartamento con cui
state scrivendo, di modo che tutti possano sapere chi è il
protagonista del post Inoltre è possibile inserire un
avatar 100x100 pixel con una foto del proprio personaggio
all'inizio di ogni post: le immagini vanno inviate via mail alle
webmistress che provvederanno ad inserirle nell'album
photobucket del sito, da cui poi potrete linkarle. Devono essere
semplici immagini, ripetiamo 100x100 pixel.
Quando postate dovete dunque cliccare sul bottone per
inserire l'immagine
e inserire l'url che trovate nel nostro album in
corrispondenza dell'immagine del vostro personaggio, inoltre dovete
allineare l'immagine a sinistra (left).
Rispettate queste due piccole precisazioni, renderete più semplice
agli altri capire i vostri post e li renderete uguali a quelli degli
altri!
PER ISCRIVERSI
Per effettuare l'iscrizione segui queste semplici operazioni:
1. Crea attentamente i tuoi personaggi, scrivi
le descrizioni e scegli una foto per dare loro un aspetto
fisicio; scegli poi un piano per il tuo appartamento e una
lettera (dalla A alla D) da associare (Es. 1B, 6A, ecc...)
2. Per essere accettato dovrai stilare un
post di prova, essendo un gioco che si basa sulla scrittura è
necessario saper scrivere e prima di accettare qualcuno vogliamo
esserne certi.
Il post potrà essere dal punto di vista di uno qualunque degli
inquilini che volete far abitare nel vostro appartamento
3. Una volta pronto il post inviaci una
e-mail compilando i seguenti campi:
Nome:
Appartamento scelto:
Inquilini:
Indirizzo e-mail:
Chi è il migliore Istruttore di Nuoto?:
(regole...)
E allegato come file word o blocco note il vostro post
di prova.
Una volta inviato il post riceverai al più presto una mail in
cui saprai se sarai stato accettato o meno!
REGOLE
1. Dopo essere stati accettati
è obbligatorio che vi creiate un account su
Splinder con il nome del vostro appartamento (Es
Appartamento 1A, Appartamento 8C ecc). Questo non è un "normale"
blog quindi non potete postare con i nick soliti.
2. Dopo essere stati accettati avete una
settimana di tempo per scrivere il vostro primo post. Le persone
che entro una settimana massimo non faranno avere notizie
riguardo la loro iscrizione al blog et similia verranno
nuovamente private dell'iscrizione, per correttezza nei
confronti di altri che potrebbero voler partecipare.
3. Non è possibile scegliere più di un
appartamento alla volta, visto che è comunque possibile gestire
più personaggi all'interno dello stesso appartamento.
4. Questo è' un blog di tipo descrittivo,
pertanto se non vi piace scrivere è perfettamente inutile
entriate a farne parte, e per scrivere si intende qualcosa di
più che qualche riga buttata lì apposta per tenersi in gioco,
create situazioni, interagite con i personaggi, fateci sapere
che siete attivi e che volete davvero partecipare!
5. All'interno del vostro appartamento possono
esserci più persone, ma non facciamo diventare le nostre case
delle camerate, si possono avere un massimo di 4 inquilini per
appartamento.
6. E' buona norma cercare di leggere i
pensieri dei compagni per tenersi aggiornati su ciò che succede.
Interagendo insieme ci si diverte sicuramente di più!
8. Chiunque decida di iscriversi dovrà
compilare l'email di richiesta in sua parte ed allegare un file
.txt o .doc contenente un post di prova.
10. Chiunque dovesse avere dei problemi
(limitazioni nell'uso del pc o altro) può tranquillamente dirlo:
non verrete obbligati a scrivere in continuazione se non ne
avete modo, ma non verrà tollerata la presenza di chi non
risponde nemmeno alla prima delle mail, non da conferma di voler
partecipare, non si registra su Splinder, ecc... ecc...
11. Non creiamo supereroi! Avete visto il
titolo del blog? E' Ordinary World, quindi una vita normale con
gente normale. Non creiamo personaggi perfetti, creiamo
personaggi veri.
Stereotipi o personaggi inconsistenti non saranno accettati,
la scelta è sempre rimessa alle webmistresses e non può essere
contestata: qui comandiamo noi!
12. Sarà possibile proporre, se lo si vuole,
trame generali da portare avanti in gioco con gli altri
compagni. Potete inviarle al mio indirizzo mail. Non vi è un
numero massimo di trame da inviare, chiunque ne abbia in mente
può scriverne quante ne vuole. Possibilmente le trame devono
riguardare il maggior numero possiblel di personaggi.
13. E' necessario postare almeno una volta
ogni 40 giorni affinchè il giocatore non venga rimosso dalla
lista dei membri. Come già riportato più sopra, chi avesse
problemi nell'uso del pc può avvisarmi via mail. I personaggi
che non daranno notizie e "spariranno" dal blog per un lasso di
tempo superiore ai 40 giorni, verranno automaticamente rimossi.
15. Per rispetto alla sensibilità altrui è
gradito evitare scene di cattivo gusto, pedofilia e pornografia.
In questo gioco tuttavia si interpretano personaggi adulti ealle
prese con qualunque tipo di problema, possono quindi esserci
nelle pagine scritte situazioni forti o descrizioni molto
realistiche, è necessario valutare questo prima di iscriversi.
16. Alla Domanda "Chi è il migliore Istruttore
di Nuoto" Rispondere: Dean! |
E la chiamano amicizia...
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da alexandra | commenti |
Mentre Jordan e in giro per New York con suo fratello, io e Kate ce ne stiamo qui in terrazza, a goderci questo sole vagamente primaverile con un bicchiere di succo di frutta in mano...
E’ stata una bellissima sorpresa la visita di Kate, averla per un paio di giorni qui a New York mi fa estremamente felice... Mi mancano le nostre chiacchierate, le ore passate a spettegolare sui ragazzi o a guardare film horror consapevoli che ad entrambe terrorizzano !!!
<<Ma stare con Jordan non è un po’ troppo... come dire... impegnativo ???>> mi chiede improvvisamente Kate tra una risata e l’altra.
<<Come scusa ???>> le faccio eco.
<<Si, insomma... Lui ha un fratello piccolo a cui pensare, è come se fosse suo figlio... Praticamente è come se ti fossi messa con un ragazzo padre !!!>>
<<Ma che scemenze stai dicendo Kate ??? Non è affatto impegnativo !!! Jeremy è un bimbo dolcissimo e con Jordan va tutto ok, stiamo molto bene insieme !!!>> rispondo stizzita.
Kate sorseggia il suo succo e ridacchia sotto i baffi per la mia reazione che le sarà sembrata certamente esagerata !!!
Il fatto è che detesto quando vengono fatte queste insinuazioni su me e Jordan !!! Possibile che non esista nessuno a questo mondo che approvi la nostra relazione ??? E che palle, ma saranno cavoli miei con chi voglio stare ???
<<Ritorno in casa, mi sono scocciata !!!>> faccio andandomene, lasciando la mia amica in terrazza.
***
La cena è stata estremamente silenziosa. Jordan continuava a guardare me, poi Kate, poi di nuovo me e ancora nuovamente Kate… Io e lei, invece, cercavamo di non incrociare i nostri sguardi, entrambe arrabbiate l’una con l’altra.
<<Jordan, puoi chiedere per piacere a Kate di passarmi la brocca d’acqua ???>> dico a voce alta.
<<E tu, invece, puoi dire ad Alexandra che la brocca d’acqua se la può prendere anche da sola ???>> mi fa eco lei.
Jò ci guarda perplesso e non sa più che pesci pigliare, ne come comportarsi.
<<Ma si può sapere che vi prende ??? Sono uscito oggi pomeriggio e andavate d’amore e d’accordo, mentre ora sono seriamente preoccupato che nascondete qualche pistola o fucile sotto il tavolo, pronte per ammazzarvi !!! E successo qualcosa ???>> ci domanda.
Guardo Jordan torvo e con acidità <<Perché non lo domandi a Kate che succede ??? Io non ho fatto nulla, è lei che ha delle storie !!!>>
<<Come scusa ??? Io non ho delle storie, sei tu che hai reagito malissimo ad una semplice domanda buttata li così !!!>> urla Kate alzandosi di scatto e facendo cadere la sedia a terra.
<<Non era una domanda buttata li a caso, le tue erano insinuazioni tali e quali a quelle del nonno e a quelle che avrebbero i miei se sapessero di Jordan !!! Anche tu non approvi questa relazione e io sono stufa di doverla sempre difendere da tutti !!!>>
Sento le lacrime che iniziano a rigarmi le guance e in quel preciso istante Jordan afferra la mia mano e la stringe per darmi un po’ di forza e coraggio.
<<Kate, io non so che sia successo tra te e Alex, ma so che siete molto amiche. So che suo nonno non approva il fatto che io e lei stiamo insieme e da quel che ho capito non approvi neanche tu. Io amo Alexandra, la amo con tutto il cuore e non c’è nulla al mondo che non farei per renderla felice…>>
Resto sorpresa nel sentire Jordan pronunciare queste parole, non so il perché ma suona tanto come proposta di matrimonio... Kate si avvicina a Jò, lo abbraccia e gli da un bacio su una guancia.
<<Trattamela bene la mia amica allora !!!>> e tutta sorridente e scodinzolante esce dalla sala da pranzo.
***
Ci siamo appena messi a letto ma non mi riesce di prendere sonno. Continuo a girarmi e rigirarmi fra le lenzuola ma non c’è verso: gli occhi restano spalancati e neppure se li chiudo col nastro adesivo resterebbero chiusi. Jordan mi abbraccia forte da dietro e mi bacia con dolcezza sul collo.
<<Non riesci a dormire ???>> mi domanda.
<<No amore… Stavo pensando a quello che hai detto a cena a Kate… Dicevi sul serio ???>>
<<Certo che dicevo sul serio !!! Perché non avrei dovuto ??? Io ti amo davvero…>>
Mi volto verso di lui e lo osservo con sguardo allusivo mentre gli accarezzo energicamente la schiena.
<<Allora forse è meglio iniziare a prepararci fin da subito se un giorno dovremo parlare di noi anche ai miei genitori… Sai, Kate dice che la ginnastica da letto è un ottimo modo per allenarsi…>> affermo e lo bacio con passione.
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Seeing red
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da blaine | commenti (3) |
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[21 Gennaio]
Siedo sulla poltroncina davanti allo specchio e vedo il riflesso di Kath che si avvicina alle mie spalle con un pettine dalle punte fini e un pennello intriso di tinta per capelli.
“Ne sei proprio sicura?”
Roteo gli occhi con uno sbuffo impazientito.
“Kath, per la decima volta, sì, sono sicura”
“Nona”
Ruoto sulla poltrona per guardare Antea, seduta su uno dei divanetti mentre legge un giornale di musica.
Alza la testa e mi guarda, “L’hai detto nove volte, non dieci”
“Ok! Sono sicura! E con questa sono dieci” esclamo tornando alla mia posizione iniziale.
Vedo Kath scuotere la testa con aria rassegnata, ma dopo qualche secondo afferra una ciocca di capelli e avvicina il pennello alla radice dei capelli.
“Spero non te ne pentirai” statuisce iniziando a distribuire la tinta.
“Rossi!”
Ok, Antea è veramente sconvolta, lo capisco, ma a tutto c’è un limite.
“Ant, per favore, smettila di urlare, siamo in mezzo alla strada” la ammonisco facendomi largo tra la miriade di gente che affolla il marciapiede, seguita dalla mia amica.
“Ma sono rossi! Ma rossi rossi rossi!”
Sì, mi sono fatta i capelli rossi e li ho tagliati. Ammetto che forse è stato un colpo di testa, ma avevo voglia di cambiare e quindi mi sono fatta accompagnare da Antea al negozio di Kath. Ovviamente, anche lì ho avuto un bel po’ da fare per convincere Kath del fatto che, no, non avevo assunto droghe pesanti.
Comunque sono rossi. Un bel rosso acceso e a me piace.
Non oso immaginare l’espressione di mio fratello quando mi vedrà; probabilmente andrà alla ricerca di croci ed acqua santa per farmi un esorcismo.
Scuoto la testa e mi giro verso Antea, che ha gli occhi abbassati sulla mia testa e un’espressione pensierosa.
No, non voglio sapere cosa sta pensando. Ci tengo alla mia salute mentale, grazie.
“Stasera hai impegni?” chiedo.
“Sì, devo... uh... vedermi con Andrew” dice giocherellando col portachiavi della macchina.
Mi fermo davanti al parcheggio e la guardo.
Ammetto che non riesco a capire perché ha deciso d’invischiarsi in un giro del genere. Io spero solo vivamente che corra è basta. Sarebbe una magra consolazione, ma almeno sarei sicura che non è invischiata in giri ben peggiori.
Ricordo ancora molto vivamente il periodo in cui metà della Compagnia gestiva i commerci peggiori della città: le macchine, la droga, la merce rubata. Però, dopo che i pestaggi, i problemi con le forze dell’ordine e i lividi erano diventati troppi, hanno smesso. Si sono ritirati e, così facendo, si sono anche salvati il culo. Non immagino come sarebbe andata a finire se non avessero ritrovato quella poca materia celebrale che avevano perso tra una panetta di droga e l’altra.
Io mi ero tenuta in disparte e mi andava bene così: guardavo e medicavo i tagli sulle loro nocche. Poi però la situazione è lentamente peggiorata e allora ci sono finita dentro con tutte le scarpe, solo per salvare il fondoschiena di quei quattro deficienti.
Non voglio ripetere l’esperienza.
In ogni modo so che se per caso Antea avesse bisogno di aiuto sarebbe abbastanza furba da chiamare i rinforzi e i ragazzi sicuramente troverebbero un modo per tirarla fuori dai casini.
Spero solo che non esca a pezzi, tutto qui.
“Blaine”
La voce di Antea mi riporta alla realtà ed alzo lo sguardo.
“Vedi di non farti male” borbotto aprendo la portiera della macchina.
Percorro il marciapiede con passo lento e mi guardo attorno con fare ozioso: ho deciso di uscire da sola alla fine.
Antea è con Andrew, Ian (dopo aver cercato di strapparmi i capelli dal cranio perché il furbo sosteneva che non era possibile mi fossi bevuta il cervello definitivamente e che sicuramente indossavo una parrucca) è andato da qualche parte con Stu e Lee, Kath, neanche a dirlo, è con Zacky a vedere un qualche film psicotico al cinema e Syn è fuori con la sua Barbie.
Leiandros mi ha proposto di andare a fare un giro con lui ma ho gentilmente declinato la proposta dicendo che desideravo starmene un po’ per conto mio e lui non se l’è presa: sa che questo è un periodo di merda tra università e altri problemi vari.
Per altri problemi vari intendo l’anniversario della morte di mia madre.
Ora, io ammetto che alla fine non ho superato la cosa, almeno non come lo ha fatto Ian: lui se n’è fatto una ragione. A volte lo vedo sfogliare l’album di famiglia e soffermarsi a guardare il volto di nostra madre in fotografia. So che soffre; d’altronde sono passati due anni e non è facile passare sopra ad una cosa del genere.
Ci stiamo ancora leccando le ferite e suppongo che passerà ancora molto tempo prima che si richiudano.
Fondamentalmente il mio problema è che probabilmente il mio cervello non ha ancora registrato l’accaduto. So che è morta, so che non la vedrò comparire a casa nostra con le braccia cariche di regali e leccornie per il Ringraziamento, so che non la vedrò più sorridere, so che non potrò più abbracciarla e so che non sentirò mai più la sua voce al di fuori dei miei sogni.
Lo so, ma il mio cervello non lo accetta.
Sto ancora aspettando che i miei sentimenti veri vengano disseppelliti dalla consapevolezza e si manifestino in una qualche sorta di rottura emotiva.
Non possiedo veri e propri ricordi riguardanti quel giorno; ho solamente qualche breve e raro flash. Però ricordo l'odore dell'asfalto bagnato dalla pioggia battente. Ricordo la nebbia e la brina che bagnava il prato che circondava la strada. Ricordo le luci lampeggianti dell'ambulanza. Ricordo la macchina accartocciata come un foglio di carta. Ricordo i vetri del parabrezza spaccato sparsi sulla strada. Ricordo il sangue. Ce ne era tantissimo.
I poliziotti tenevano lontana la gente dal luogo in cui i paramedici erano chinati su mia madre. Mentre Ian tentava di convincere il poliziotto a farci passare, mi soffermai a fissare il colore dei capelli castani di mia madre trasformarsi in nero scuro ed incrostato di rosso. Riuscivo a vedere solamente i capelli.
I paramedici si alzarono da terra e trasportarono velocemente il corpo inerme su una barella, per poi spostarsi sull'ambulanza.
Il poliziotto si fece avanti e poco dopo mi ritrovai a correre all'interno dell'ambulanza, trascinata da Ian.
Alzai la testa, vedendo delle calzature bianche invadere il mio campo visivo. Alzai la testa e guardai in volto il primario di medicina d'urgenza, il quale sospirò e inizio la frase con l'espressione che più odio al mondo: "Mi dispiace molto, ma..."
Quello che disse dopo non ha importanza. Bastarono quelle quattro parole.
“Hai intenzione di stare piantata il mezzo al marciapiede ancora per molto?”
Mi volto verso destra e vedo Syn appoggiato alla parete del locale davanti a cui, a quanto pare, mi sono bloccata.
“Ma tu non dovevi essere con la tua ragazza da qualche parte?” ribatto a tono, stringendomi nel cappotto ed avvicinandomi di qualche passo.
“Cambiamento di programmi”
Certo. Probabilmente per una volta la Barbie si è rifiutata di aprire le gambe e lui ha deciso che non valeva la pena sorbirsela se alla fine della serata non ne avrebbe ricavato nulla.
Dio, sembro gelosa.
Non è che sono gelosa, è che Michelle mi sta profondamente antipatica e lo stesso vale per lui per quanto riguarda il tipo di rapporto che ha con lei. Lo so che non sono affari miei e infatti non m’impiccio, ma so che non c’è niente di stabile e sinceramente non credo che valga la pena stare con una persona solo perché non sai che altro fare.
“Capisco” rispondo appoggiandomi al muro di fianco a lui ed estraendo il pacchetto di sigarette.
“Kath mi ha mandato un messaggio oggi pomeriggio” se ne esce fuori dal nulla e io mi tolgo la sigaretta accesa dalle labbra.
“Che ti ha detto?”
“Ha delirato qualcosa sui tuoi capelli rossi e sulla mia responsabilità di riportarti sulla retta via” dice lui gettando a terra il mozzicone e schiacciandolo con la punta della scarpa.
“Ma sto proprio così male?” sbuffo.
Lui fa spallucce, “L’importante è che piacciano a te”.
Grandissimo.
Una frase di ben sette parole che non vuol dire praticamente niente.
“Comunque, come mai questo colpo di testa?” chiede accendendosi un’altra sigaretta.
“Avevo voglia di fare un cambiamento” rispondo con semplicità.
C’è un attimo di silenzio e posso sentire perfettamente il suo sguardo addosso, come se stesse considerando con attenzione se sia meglio tenere la bocca chiusa o meno.
“C’entra l’anniversario?”
Ammetto che questa non me l’aspettavo. Lui non è esattamente il tipo che si preoccupa per gli altri, a meno che il suo aiuto non venga espressamente richiesto.
E sono quasi sicura di non aver nemmeno detto una sillaba che possa avergli fatto pensare che avessi bisogno di parlare. Probabilmente ho bisogno di sfogarmi, ma non è questo il punto.
Non gli ho chiesto niente.
“Sempre dritto al punto eh?” ribatto gettando con forse troppa forza la sigaretta a terra.
“Cosa avrei dovuto dire?” ribatte lui, “Non va tutto bene, hai un umore di merda”
"Ha parlato Mister se-ti-avvicini-troppo-ti-spacco-la-faccia"
"Io sono sempre così, tu no, quindi su di te lo noto. Punto."
Sospiro, "Che vuoi che ti dica? Mi manca", dico con un'alzata di spalle.
"Non mi pare una cosa tanto strana...non passerà comunque se te lo stai chiedendo, non è che con il tempo lo sentirai di meno. Trovi solo un posto dove mettere la cosa, possibilmente abbastanza lontano da non pensarci troppo spesso."
Abbasso lo sguardo sull’asfalto cercando di trovare qualcosa da dire che abbia senso, ma alla fine, quando apro la bocca, so che non ne uscirà nulla di sensato, come so che lui comunque capirà.
"Sai, non ho mai pianto per la sua morte. Nemmeno al funerale. Neanche una misera lacrima. E ammetto di sentirmi una merda" mi mordo il labbro prima di continuare, "Sto ancora aspettando di rendermi veramente conto di quello che è successo, probabilmente"
"Non è che se piangi stai più male, anzi se piangi almeno ti sfoghi, dicono, se non lo fai ti senti una merda e basta" si ferma a riflettere, poi alza la testa e mi guarda "Forse l'umore di merda è dovuto al fatto che stai iniziando a realizzare la cosa, o forse no, che cazzo ne so, non sono la persona adatta a farti ‘sti discorsi..."
Mi ritrovo a sorridere lievemente E mi soffermo a pensare che sto scoprendo il mio lato debole perché Syn è una delle poche persone di cui mi fido ciecamente e soprattutto so che non mi riverserà mai addosso giudizi o consigli campati in aria, né tantomeno la sua pietà.
A me Syn piace perché la sua filosofia è un po’ quella di Joker: L'unico modo sensato di vivere è senza regole.
E probabilmente ha anche ragione.
Syn è il tipo di persona che è sicura di sé perché si conosce alla perfezione e sa quali sono i suoi difetti e i suoi pregi. In un certo senso è una delle persone migliori che abbia mai incontrato perché, anche se a volte si nasconde dietro un dito e forse pensa un po’ troppo, non è mai falso. Syn è così come lo vedi e non è per niente scontato: è affascinante e lo sa. Si può permettere di essere arrogante, altrimenti cercherebbe di essere un pelino più gentile e arrendevole invece di essere un musone che si trova a suo agio solamente nel gruppo di persone che si è scelto con minuziosa attenzione.
Lo conosco da più di cinque anni e lui è sempre riuscito a fare una cosa che nessuno era mai riuscito a fare: leggermi. Mi legge come un libro aperto e questo a volte mi terrorizza.
A volte tendo ad isolarmi, ad estraniarmi dalla realtà che mi circonda, lasciando fuori tutto; lui tuttavia riesce sempre a riportarmi indietro, a farmi riappoggiare i piedi per terra.
Mi avvicino lentamente e appoggio la fronte al suo petto sentendo che posso permettermi di farlo, che non mi staccherà la testa per aver osato toccarlo senza il suo permesso, come farebbe con qualsiasi persona.
Sento che appoggia il mento sulla mia testa e un braccio che si stringe lievemente attorno alla mia vita.
Ed è una sensazione strana, però il nodo che sentivo all’altezza dello stomaco si è allentato, anche se di poco.
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Get the party started
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da peter | commenti (2) |
[21 gennaio 2008]
Com’era? Tre quarti di coca e uno di ruhm? Uhm…no, forse era il contrario…va be’, chi se ne frega, tanto mica la bevo io ‘sta roba…è che non so cosa fare, mi annoio ad una festa con la gamba ingessata e per quanto Amanda, Mel, Amber e Jane cerchino di farmi compagnia, non è la stessa cosa con la gamba rotta.
Sì, insomma, con la gamba rotta non posso fare il pirla come al solito.
Per cui visto che non so cosa fare, mischio cose a caso nei bicchieri, cercando di ricordarmi le ricette che mi ha insegnato il Rev a capodanno, ovviamente con scarso risultato.
E poi, ovviamente, do gli intrugli da bere alle ignare persone che passano di qui. In particolare ho dato un paio di bicchieri a Mandy e due o tre ad Amber. Jane e Sally, non so proprio il perché, non ne hanno voluto sapere. Ingrate!
Uno dei miei prossimi obiettivi è Samuel, quel ragazzo è troppo…come dire…ingessato? E giuro che questa non voleva essere una battuta riguardo alla mia gamba!
Intendevo dire che quel ragazzo ha decisamente bisogno di lasciarsi un po’andare e potrei addirittura calarmi nei panni del Drugo e preparare un white russian solo per lui, visto che è anche il festeggiato, ma mi servirebbero anche un accappatoio e dei sandali e ora come ora sarebbe un casino. Anche se scommetto che se spiegassi a Mandy e Amber il mio piano in quattro e quattr’otto avrei qui tutto quello che mi serve. Ma Mandy la vedo abbastanza barcollante e anche Amber non è da meno. Sta cercando di venire qui e lungo la strada ha urtato ben quattro persone e anche un divanetto e anche Samuel, che non ha fatto una piega, ma si sa, quello è fatto di legno!
Comunque sia, pare che alla fine la biondina ce l’abbia fatta a raggiungermi, si lancia praticamente a peso morto sulla poltrona libera accanto a me e inizia a ridere.
“Perché ridi? Non ho nemmeno parlato e già ridi?”
“Stavo pensando…” mi risponde continuando a ridere.
“A cosa? Se è così divertente voglio saperlo!”
“Promettimi che non lo dici a nessun però…è una cosa super segreta, che se si viene a sapere sono morta…e sei morto anche tu perché ti ammazzo con queste mani!” esclama alzando le mani a mezz’aria e mostrandomi bene i palmi aperti davanti ai miei occhi. Con delicatezza afferro i suoi polsi e riporto le sue mani sui braccioli della poltrona.
“Ok, prometto! Che poi…ti sembro uno che va a spifferare i segreti altrui in giro? Potrei reputarmi offeso!”
“Noooo non ti offendere!” Mi stampa un bacio sulla guancia, per poi cercare di eliminare le tracce del rossetto con un dito, ma con scarsi risultati perché continua a ridere.
“Lascia perdere…” le dico “fa figo avere uno stampo di rossetto sulla guancia!”
“Te ne faccio anche uno in fronte se vuoi!”
“No…ne basta uno! Allora, mi vuoi dire perché ridi o no?”
La ragazza avvicina le labbra al mio orecchio, cosa che in un’altra situazione mi avrebbe fatto pensare a tutt’altro, ma si tratta di Amber. Ubriaca per di più. Quindi lascio da parte i pensieri impudichi e mi preparo ad ascoltare il grande segreto.
“Chris è un cretino.”
E questo sarebbe il grande segreto?
Mi allontano leggermente dalla ragazza, quel tanto che basta perché veda la mia espressione perplessa.
“Sì, lo so che questo non è un grande segreto…”
“Meno male che lo dici tu…” borbotto e credo che Amber non abbia nemmeno capito quello che ho detto.
“Ultimamente mi trascura…e poi mi tratta male…” continua mettendo il broncio.
“Povera…”
Le sfioro la guancia con il dorso della mano, per poi portarle una ciocca di capelli ribelli dietro l’orecchio. So che vista dall’esterno questa scena potrebbe far pensare a chissà che, ma sia io che lei sappiamo che il mio è un semplice gesto d’affetto. Sì, Chris è un cretino.
“E allora sai cos’ho fatto?” continua e ricomincia a ridere.
“Cosa?” Giuro che ho quasi paura a saperlo. Vendetta femminile, non c’è niente di peggio.
“Ieri sera ero fuori per caso con un ragazzo, uno che mi piace un casino, eravamo in macchina…sai meglio di me come succede, no? Una cosa tira l’altra…” e ride ancora di più.
“Va be’” continua “fatto sta che alla fine ci siamo ritrovati l’una sopra l’altro e se il suo amico non l’avesse chiamato al telefono, avremmo fatto il botto!” conclude per poi rimettersi a ridere, lasciandosi andare indietro contro lo schienale della poltrona.
“E brava Amber! Allora ti ho insegnato qualcosa in questi mesi!” esclamo senza pensarci.
Poi però ci penso un attimo.
Ieri sera dormivo, ok.
Poi mi sono svegliato e cercavo Johnny e Jane mi ha detto che era uscito.
E anche Amber era uscita.
Poi Johnny è tornato incazzato perché telefonandogli avevo interrotto qualcosa con una ragazza che non mi ha voluto dire chi fosse, mi ha solo detto che era molto bella.
E poi Johnny mi ha chiesto il numero di Amber.
Amber è decisamente molto bella.
E Amber ieri sera era in macchina con un ragazzo e sono stati interrotti perché l’amico del ragazzo in questione l’ha chiamato sul più bello.
“AAAAAAHHH JOHNNY E’ UN UOMO MORTOOOOO!!” urlo all’improvviso, cercando di alzarmi non so nemmeno io perché, ma poi mi ricordo che ho la gamba ingessata, quindi recupero le stampelle e mi sto per alzare, ma Amber mi trattiene.
“Ssssshh sei scemo??? Ti ho detto di stare zitto e ti metti ad urlare??”
“Hai ragione, ma tanto con la musica alta non mi ha sentito nessuno!”
Poi prendo il telefono e scrivo il seguente messaggio a Johnny:
Sei un uomo morto.
E poi gliene mando un altro subito dopo perché mi sento già in colpa:
Non in senso letterale, anche perché mi uccideresti prima tu, sei il doppio di me. E poi non sono capace di fare a botte. E poi non ti ucciderei mai, sei il mio migliore amico. Però ce l’ho a morte con te e scommetto che sai anche perché. Ho capito tutto riguardo alla serata di ieri. Dove sei?
“Ti stavi per fare Johnny!!” esclamo poi a bassa voce rivolto ad Amber, dopo aver riposto il telefono in tasca.
“Sì, ma non dirlo a nessuno…tipregotipregotiprego!” conclude congiungendo le mani come se stesse davvero pregando.
“Non lo dico a nessuno, però Amber che cavolo, con tutta le gente che c’è proprio Johnny? E’ un mio amico, gli voglio bene e tutto quello che vuoi, ma fidati che se pensi che Chris sia uno stronzo, non so cosa potresti pensare di Johnny…”
“Aaaah ma chi se ne frega! Mica me lo devo sposare…è stata una cosa fisica…e poi era solo per fare un dispetto a Chris!”
“Va be’, sai cosa ti dico?”
“Cosa?”
“Che mi vibra il telefono..aspetta un secondo…”
Prendo il telefono dalla tasca, mi è arrivato un nuovo messaggio. Il mittente, neanche a dirlo, è Johnny.
Cazzo sei, Sherlock Holmes? Sono a casa, ma se hai intenzione di iniziare a delirare quando torni, me ne vado. Meglio sotto un ponte, che in casa con TE che mi fai una ramanzina su come ci si comporta con le donne. Fatti un esame di coscienza prima di darmi addosso.
Dopo aver letto e rimesso il telefono in tasca, posso riprendere il discorso con Amber.
“Dicevo…che non mi interessa cosa fate…però poi non dire che non ti avevo avvisata!”
Le do un bacio sulla fronte, lei mi dice di stare tranquillo, perché è abbastanza grande per sapere quello che fa. Così prendo le stampelle e me ne vado da Mel, che sta appoggiata ad un muro sorseggiando un bicchiere di coca.
“Che vuoi?” mi chiede appena sono abbastanza vicino a lei.
“Non posso nemmeno venire a scambiare due chiacchiere con la mia coinquilina preferita?”
“La tua coinquilina preferita è Jane, non dire cazzate…” mi liquida portandosi il bicchiere alle labbra.
“Ma non è vero! Vi adoro entrambe, in modo diverso, ma vi adoro…”
“Va be’…cosa ti serve, Pete?” mi chiede con sospetto. Come avrà mai fatto a capire che mi serve qualcosa? Mah…
“Ehm…va be’…quando sarò finalmente riuscito a rifilare un cocktail al festeggiato, non è che mi porteresti a casa?”
“Non ci crederai mai, ma per questa volta ti accontento volentieri…” mi dice posando il bicchiere vuoto su un tavolino lì vicino.
“Ti annoi? Ti sono stato troppo lontano questa sera, è colpa mia, lo so…ti sono mancato! Ma rimediamo quando andiamo a casa, non ti preoccupare…”
“Pete mi annoio sì, ma non darti troppa importanza, è semplicemente perché sono abituata a tutt’altro genere di feste…”
“Vuoi un cocktail? Te lo preparo!”
“Sparisci! Avvelena Samuel e poi ce ne andiamo!” esclama ridendo. Così mi allontano alla ricerca di Samuel, che ancora non lo sa, ma sta per assaggiare uno dei miei mitici intrugli.
Appena entriamo in casa, Mel mi dà la buonanotte e sparisce in camera sua, dicendo che è distrutta. Quella ragazza dovrebbe lavorare meno e divertirsi di più.
Anche io vado in camera mia, dove c’è Johnny sdraiato sul suo letto che ascolta la musica con il lettore mp3 e che quindi non mi ha sentito, per cui lo chiamo tirandogli una stampellata su una gamba.
“Ma sei scemo?!” mi urla dietro, aprendo gli occhi.
“Io no, tu?”
Mi siedo sul mio letto, appoggiando le stampelle a quest’ultimo, ma ovviamente loro cadono a terra.
“Senti non cominciare…” mi dice Johnny, allungando un braccio verso il comodino dove c’è un pacchetto di sigarette. Ne prende una e accendendola si dirige verso la finestra.
“Perché non mi hai detto che era Amber?”
“E se te l’avessi detto?” mi chiede, inspirando il fumo della sigaretta.
“Mi sarei incazzato da morire…”
“Appunto”
“Ma tanto mi sono incazzato ugualmente, cosa cambia?”
Johnny non mi risponde, se ne sta affacciato alla finestra con la sua sigaretta, dandomi le spalle.
“Senti comunque non mi interessa, davvero. Ti dico solo che Amber non ha bisogno di qualcuno che la faccia soffrire, a questo provvede già Chris…”
Johnny finalmente si girà verso di me, e mi guarda stupito.
“Chris non era il ragazzo perfetto?”
“Pensavo, ma ho parlato con Amber e pare che non sia così…”
Segue un attimo di silenzio, durante il quale Johnny finisce la sigaretta, richiude la finestra e poi si siede su una delle poltrone
“Comunque grazie per la fiducia, eh…”
“Eh?” chiedo senza capire. Che stronzata ho detto adesso senza essermene nemmeno accorto?
“Perché pensi che la farei soffrire…”
“Va be’ cazzo Johnny, non è che tua sia famoso per la tua gentilezza e il rispetto che hai nei confronti dell’altro sesso, eh…”
“Comunque ti ripeto che non mi interessa niente di Amber, e penso che per lei sia lo stesso, era solo per divertirci, niente coinvolgimento, niente di niente.”
“E’ la stessa cosa che ha detto lei, quindi non dico più niente. Dico solo che lei non ha bisogno di stare male e tu, sinceramente, nemmeno. Poi fate quello che volete…” concludo, sdraiandomi sul letto.
Johnny intanto ha imbracciato il mio basso e sta per iniziare a suonare, ma poi si ricorda probabilmente che nell’altra stanza c’è Mel che dorme e lo rimette dove l’ha trovato.
“Comunque nei prossimi giorni me ne vado…”
“Ecco, lo sapevo, adesso te ne vai perché non mi sopporti più! Cazzo Johnny e dove te ne andresti? Non mi risulta che tu abbia un altro posto dove andare, non è che vuoi veramente andare a vivere sotto un ponte, eh! Puoi stare qui tutto il tempo che vuoi e giuro che la smetto di rompere!” esclamo tutto d’un fiato, mortificato.
Non posso sopportare l’idea che se ne vada per colpa mia!
“Certo che tu sei veramente scemo!” esclama ridendo “Ti fai dei viaggi assurdi in due secondi! Non me ne vado lontano, non ti preoccupare. E soprattutto non me ne vado per colpa tua. Vado al dodicesimo piano”
“Ti trasferisci già da Amber? Cazzo se fate sul serio! Meno male che non te ne fregava…”
“Idiota…Il 12B è di Matt, non lo sapevo…dice che le persone alle quali l’aveva affittato se ne sono andate e posso viverci io finché non trova nessun altro, cosa che ho il sospetto che non succederà mai, ma va be’…”
“Davvero??” chiedo con un sorriso. Sono troppo contento che Johnny rimanga ad abitare così vicino.
“Davvero…”
“Aaaahh ma allora saremo vicini vicinissimi per sempre!!”
“Tu sei veramente scemo…comunque sì, e non so se è un bene o un male…”
“Ovviamente è un bene, cosa credi? Guarda che c’è la fila di persone che vorrebbero venire ad abitare in questo palazzo solo perchè ci sono io!”
Johnny scuote la testa, non capisco se mi sta prendendo per scemo o cosa, ma tanto non mi interessa perché sono troppo felice che il mio migliore amico rimanga a vivere nelle vicinanze.
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A feast for me
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da samuel | commenti (2) |
[21 gennaio]
Amanda mi ha organizzato una festa a sorpresa. Nessuno l’aveva mai fatto prima, anche perché tutti a Carson City sanno che detesto le sorprese. Amanda non lo sapeva, quindi mi ha organizzato una festa a sorpresa e nonostante sia una cosa che odio, mi ha fatto davvero piacere.
Tolto l’imbarazzo dei primi cinque minuti. Facciamo anche dieci. Probabilmente è per questo che le odio…
Mi ha trattenuto in videoteca con l’inganno, idiota io che non mi sono accorto che al piano di sotto stavano organizzando una festa…sono entrati dal retro e Al mi ha impedito di scendere per tutto il giorno, ma sinceramente non pensavo a niente del genere. Perché ripeto, tutti sanno che detesto le sorprese…
Ci sono proprio tutti e non ho idea di come abbiano fatto, ad esempio, a contattare i miei compagni di università, ma ci sono anche loro.
Credo che Amanda ci sia rimasta male, perché all’inizio devo aver avuto un’espressione alquanto strana…sono convinto che stia pensando che la odio perché la sua idea è stata pessima…
“Ehi” la chiamo mentre sta parlando con Amber e Pete di non so quale piano diabolico “ve la rubo un secondo…” continuo rivolto agli altri due che annuiscono, mentre la prendo per un braccio e ci spostiamo in un angolo con meno gente.
“Samuel scusa, ho avuto un’idea pessima, vero?” mi precede prima che io possa dire qualunque cosa. Ma perché cavolo non mi fa mai parlare?
“Volevo dirti proprio questo…in realtà io odio le sorprese, credo che tu l’abbia capito dalla mia espressione…” annuisce dispiaciuta e io abbozzo un sorriso.
“Davvero, non lo sapevo, mi dispiace, ti ho rovinato il compleanno…” continua interrompendomi. Se solo mi facesse parlare una buona volta…
“So che sembra incredibile a dirsi, ma non hai rovinato proprio niente…”
“Davvero?” mi chiede con un sorriso e uno sguardo incredulo.
Annuisco col capo, quando fa così mi fa tenerezza, non sembra nemmeno la stessa persona che spesso vorrei uccidere perché rompe incredibilmente le scatole.
“Sono io che sono un cretino, cioè nessuno in effetti mi aveva mai organizzato una festa a sorpresa, quindi le odiavo a prescindere…se avevo un’espressione strana era perché ero terribilmente in imbarazzo…” le spiego abbassando lo sguardo e probabilmente sono diventato anche di mille tonalità di rosso diverse. Meno male che le luci sono basse e non si nota, perché altrimenti Amanda mi prenderebbe in giro da qui all’eternità. Anche adesso sono terribilmente in imbarazzo, in effetti.
“Meno male, pensavo che mi avresti odiata a vita per averti rovinato il compleanno…”
“No, figurati…anzi, grazie mille, davvero...” sto per dirle anche che senza di lei probabilmente avrei passato il compleanno da solo a casa mia, ma mi trattengo. Sarebbe davvero troppo…
Amanda sorride di nuovo e subito dopo si scusa perché deve tornare da Pete che la chiama perché ha avuto un’idea geniale a proposito di qualcosa che non ho capito, ma credo di non volerlo nemmeno sapere in effetti.
Non appena Amanda si allontana, mi giro e senza volerlo mi imbatto in Sally, facendole rovesciare sulla camicetta il contenuto dei due bicchieri che aveva in mano.
“Oh cavolo, mi spiace!” esclamo prendendo dei tovaglioli di carta dal tavolo qui accanto, per poi porgerli alla ragazza che cerca di pulirsi come può, dopo aver posato i bicchieri.
“Non importa!” esclama lei con un certo imbarazzo “Fa niente, davvero…in libreria ho un cambio, sai lo tengo sempre nello spogliatoio, con Pete in giro non si sa mai, i disastri sono all’ordine del giorno…” continua “Vado a cambiarmi e torno!”
“Aspetta, ti accompagno…” le dico trattenendola per un braccio, visto che era già fuggita in direzione delle scale per andare al piano di sopra. La libreria è qui accanto, ma è sera e non mi va che ci vada da sola. E poi è colpa mia se si è rovesciata tutto addosso…
“Non devi, davvero…ci metto un secondo!”
“Ma non mi va che tu esca da sola…tanto l’hai detto tu che ci metti un secondo e credo che per un secondo nessuno si accorgerà della nostra assenza…”
Sorride, abbassando lo sguardo. “Ok…se insisti…ci metto un secondo davvero…”
Saliamo le scale e in men che non si dica siamo in caffetteria, Sally entra nello spogliatoio e io ovviamente l’aspetto fuori, mentre do un’occhiata ai nuovi libri che sono arrivati oggi pomeriggio.
Trovo il nuovo di Ken Follett, proprio ieri ne stavo parlando con una compagna di università che me l’ha consigliato vivamente. Lo sfoglio un po’, leggo le prime righe della prefazione e poi arriva Sally, che al posto della camicetta azzurra di prima ne ha una rossa.
“L’altra era più carina…” mi dice sistemandosi il colletto.
Scrollo le spalle, come a dire che non è vero, che anche con questa sta bene, e lei mi sorride.
“Ho dato un’occhiata ai nuovi arrivi…ti spiace se prendo questo?” le chiedo mostrandole il libro “Un’amica sostiene che non posso vivere senza averlo letto…”
“No…no, veramente non puoi…” mi dice dopo averci pensato un attimo, e non nascondo di esserci rimasto un po’male, più che altro non me l’aspettavo…era più una domanda retorica che altro la mia, ero convinto di una sua risposta affermativa.
“Ah…ok…non importa…” lo rimetto dove l’ho trovato, vorrà dire che lo prenderò da qualche altra parte. Muovo qualche passo verso l’uscita, apro la porta e la tengo aperta pensando che Sally sia dietro di me, ma quando dopo qualche secondo mi volto, lei è ancora lì in piedi, esattamente dove l’ho lasciata.
“Tutto bene?” le chiedo rientrando.
“Sì…sì…è che tu adesso pensi che io sia una stronza per la storia del libro, ma era il tuo regalo di compleanno, per questo non puoi prenderlo…” mi spiega, mortificata.
Mi lascio sfuggire una mezza risata, poi penso che forse non è il caso perché Sally sembra esserci rimasta davvero male.
“Non l’ho pensato, davvero…ho pensato che magari l’aveva già prenotato qualcuno, quindi non potevi darlo a me…comunque ottimo regalo!” concludo riaprendo la porta, mentre le mi sorride ed insieme usciamo per tornare alla festa “Se preferisci farò finta di essere sorpreso quando lo apro…” le dico ridendo mentre camminiamo e lei mi dice che sono uno stupido, che non c’è bisogno che io finga.
“Senti ma perché avevi due bicchieri?” le dico notando solo ora che i bicchieri di poco fa che sono ancora sul tavolo sono due, mentre lei è una sola.
“Be’…perché uno era per te…”
“Ah…grazie…” rispondo portando una mano alla nuca, imbarazzato. Stasera va così, sono nell’imbarazzo perenne…sarà perché sono al centro dell’attenzione, visto che sono il festeggiato.
“Volevo fare due chiacchiere, sei uno dei pochi che conosco…e considerando che quelli che conosco oltre te sono Pete, Mandy e Jane…”
Osservo i tre ridere a crepapelle dall’altra parte della sala, stanno facendo un casino infernale, ma alla fine è una festa ed è giusto così. Però capisco che Sally non si senta a proprio agio con loro, spesso capita anche a me…
“Capisco…capisco in pieno!” le dico mentre mi sposto verso il tavolo e riempio due bicchieri con la prima cosa che capita, per poi porgerne uno a Sally, che sorride ringraziandomi.
“Allora, come si sta a New York? Ormai è un po’che sei qui…”
“Pensavo peggio, sai? Non sono abituato alle grandi città e non sono uno che dà troppa confidenza alla gente, di solito…”
“…e invece hai trovato loro…” mi dice indicando con un cenno del capo Pete, Amanda e gli altri.
“Esatto…ogni tanto mi irritano, però se non ci fossero loro ammetto che passerei le mie giornate chiuso in casa!”
Sally ride, mentre beve dal suo bicchiere e dice che capisce in pieno, che anche per lei è la stessa identica cosa. E’ incredibile quante cose abbiamo in comune io e Sally!
“Senti…” continua poi ritornando più seria “…stavamo pensando di iniziare a pubblicare un periodico in libreria…sai con delle recensioni di libri e cose così…ho sentito Mia l’altro giorno, dice che è un’ottima idea e mi dà carta bianca!”
“Mia?” chiedo senza capire e Sally mi spiega che è la proprietaria del negozio, che però vive in California e praticamente ha lasciato la caffetteria completamente in mano dei ragazzi che ci lavorano.
“Le ho detto che conosco anche qualcuno che potrebbe darci una mano…”
“Ah sì? Chi?” chiedo incuriosito, per ricevere dopo un secondo una risposta.
“Tu!”
“Io?”
“Ma sì, dai…ti piace scrivere, ti piace leggere…sei perfetto per questa cosa! Ok, non è il New York Times, me ne rendo conto…ah, dimenticavo, ovviamente ti paghiamo! Non tantissimo, ma è sempre meglio di niente…” dice la ragazza tutto d’un fiato e ammetto che la cosa mi fa anche un po’ sorridere.
“Ehi ehi, frena! Accetto volentieri, ma non voglio un soldo in cambio…i soldi che guadagno in videoteca mi bastano e avanzano. Tu dimmi solo cosa devo fare…”
“Davvero? Ma sei proprio sicuro di non volere niente in cambio? Non è giusto…comunque ho contattato un altro paio di persone che sono interessate e Amanda ha detto che ci può aiutare con l’impaginazione, è abbastanza brava in queste cose…pensavo di trovarci un giorno, fare una piccola riunione per buttare giù le idee…ti faccio sapere, ok?”
“Perfetto!” rispondo sorridente. “Senti, ti abbandono un attimo che Pete mi chiama…” dico notando il ragazzo seduto su un divanetto, che fa strani gesti per attirare la mia attenzione. Lei annuisce con un segno del capo e io mi dirigo verso il ragazzo.
“Dimmi”
“No, niente…” mi risponde Pete “ma non è che puoi passare tutta la serata con un’unica persona, sei il festeggiato! Devi fare un po’ di public relations! Ad esempio…chi è quella bionda là in fondo? Perché non la conosco? Dovresti presentarmela…”
Mi volto a guardare nella direzione indicata da Pete, si sta riferendo a Tanya, una mia compagna di corso.
“E’ una mia compagna di corso e credo che dovresti lasciarla in pace, visto che il suo ragazzo è il doppio di te, sai?”
“Ah ok…senti, bevi questo, offro io!” continua passandomi un bicchiere contente non so cosa.
Do un’occhiata al contenuto, un liquido che ha il colore del tè, ma qualcosa mi dice che non sia tè.
“Mi devo fidare?”
“Certo, guarda, l’hanno bevuto anche Mandy e Amber, sono ancora vive…”
Una garanzia, proprio.
“Va be’, senti…vado a salutare un paio di compagni di corso, ci vediamo dopo!”
“Ok, tanto sono sempre qui, non mi muovo…”
La mattina dopo
Apro gli occhi, ho un mal di testa terribile. Oltre che un mal di schiena terribile.
Non sono nella mia stanza, non mi ricordo di essermi trasferito nel magazzino della videoteca…
Il magazzino della videoteca?? Che Pete e i suoi stupidi cocktails siano maledetti!
Istintivamente mi metto a sedere, o almeno ci provo, visto che qualcosa me lo impedisce. O meglio qualcuno…una chioma biondo scuro e delle calze a righe rosa e bianche di Hello Kitty che sbucano da sotto i jeans.
Non mi preoccupo più di tanto, solo una persona può avere delle calze del genere, la riconosco perfettamente anche senza vederla in volto…
“Amanda” la chiamo, praticamente sussurrando. Non ho idea di cosa ci facciamo qui, ma è un problema secondario. Il problema principale è svegliarla e farla spostare, perchè letteralmente non mi sento più la gamba sinistra e anche il braccio sta iniziano ad abbandonarmi.
Quando dorme, sembra quasi una persona normale…quasi…
“Amanda…” ripeto sussurrando e scrollando leggermente la sua spalla con la mano che riesco ad usare.
“Dai Eve, che palle è sabato…voglio dormire…” farfuglia voltandosi dall’altra parte. Eve? Mi lascio sfuggire un sorriso, ma poi una fitta fortissima alla testa mi fa smettere all’istante di ridere.
“Amanda” ripeto a voce un po’ più alta “Sei fortunata che Eve non ci sia, se ti vedesse in questo momento ti ucciderebbe…anzi ci ucciderebbe, entrambi…”
Si sveglia di colpo e scatta come una molla, mettendosi a sedere. Si guarda in giro, con i capelli scompigliati e lo sguardo assonnato fa tenerezza.
“Perché sei qui?” mi chiede allarmata.
“Potrei farti la stessa domanda…”
“Questa non è la mia camera!” esclama ancora più allarmata e con un movimento veloce si sposta dall’altra parte del divano, il più lontano possibile da me.
“Nemmeno la mia, se è per quello…”
“Questa è la volta buona che Eve mi uccide, me lo sento…”
Mentre mi infilo le scarpe, lo sguardo scivola sull’orologio che ho al polso.
“Ti uccide se non la chiami, mi sa…è quasi l’una…dovresti essere a casa per pranzo, credo…”
“Oh merda!” sento la biondina esclamare e così dicendo, compone il numero della sorella al telefono e inizia a camminare nervosamente per la stanza.
Dopo qualche minuto torna a sedersi sul divano accanto a me, riponendo il telefono nella tasca dei jeans, decisamente più tranquilla.
“Io amo Pete! Non so come è riuscito a contattare mia sorella prima di me e le ha detto che stavo dormendo da loro, che non mi ero ancora svegliata e che sarei rimasta a pranzo perché Mel prepara il pollo al curry , che è il mio piatto preferito. Le ha anche detto che non appena mi sarei svegliata, mi avrebbe detto di chiamarla, cosa che ho appena fatto senza saperlo. E’ o non è un genio?”
“Come no…era decisamente un genio anche quando riempiva bicchieri con cose a caso ieri sera…” replico contrariato, dopo un’altra fitta di mal di testa. E dal volto di Amanda sparisce ogni traccia di entusiasmo.
“E’ vero…mi fa male la testa…”
“A chi lo dici…”
“E non mi ricordo niente…o meglio, mi ricordo che dopo che gli altri se ne sono andati, siamo rimasti qui a sistemare…poi abbiamo iniziato a guardare un film, intanto ho finito il cocktail di Pete…e poi non mi ricordo più…” si china in avanti per allacciarsi le scarpe e poi si rialza di colpo, facendomi spaventare peraltro.
“Non è successo niente, vero?” mi chiede preoccupata.
“Eh?” il mio sguardo confuso deve essere abbastanza eloquente.
“No dico…tra noi due, niente di compromettente…” aggiunge con un filo di voce, forse in imbarazzo. Cosa incredibile a dirsi, se si parla di Amanda.
“Stai tranquilla, non lo farei mai, nemmeno da ubriaco!” dico quasi senza pensarci, mentre mi dirigo verso il bagno perché ho urgentemente bisogno di uno specchio per sistemarmi i capelli.
Intanto sento Amanda borbottare qualcosa che non capisco in pieno, quindi mentre esco le chiedo se può ripetere.
“Niente…” mi risponde mordicchiandosi un labbro mentre anche lei si sistema i capelli guardandosi in uno specchio che aveva da qualche parte nella borsetta, credo.
Ora, io non sono un genio in queste cose, non lo sono per niente. Ma penso di aver detto qualcosa di sbagliato. Non so cosa, quindi ripercorro mentalmente gli ultimi istanti…e mi rendo conto di quando sono stato idiota e poco carino.
“No, non intendevo in quel senso!” esclamo di colpo sfoderando l’espressione più mortificata che ho in repertorio. “Intendevo dire che non mi approfitterei mai di te, né di nessun altra a dire la verità.”
Amanda non mi guarda, si vergogna! Ma allora anche lei ogni tanto si vergogna…che sia davvero una persona normale?
“Non intendevo dire che tu non sia abbastanza bella o interessante per…sì insomma, ci siamo capiti, no?”
Fortuna che non mi guarda, perché penso di essere arrossito anche io, e non poco. Odio questa parte di me, la odio con tutto me stesso.
Amanda annuisce con un cenno del capo, poi alza la testa e mi sorride, con quell’espressione che ogni volta mi ricorda che, per quanto strana e fuori di testa, Amanda in fondo in fondo è una ragazza adorabile. Molto in fondo.
“Senti, dovresti essere fuori a pranzo, no?”
“Dovrei, sì…a colazione sarebbe più appropriato…” mi risponde saltando in piedi, per poi infilarsi la giacca mentre anche io prendo il cappotto.
“Cosa ne dici di mega caffè e torta da Starbucks? Non in caffetteria perché se oggi vedo Pete lo uccido…”
“Offri tu? No perché sono squattrinata in questo periodo, sai com’è…” mi dice tornando la solita Amanda sfacciata che conosco.
“Che novità…certo che offro io, andiamo!” e così dicendo le passo un braccio sulle spalle e ci dirigiamo verso l’uscita.
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Updates
08 Novembre 2008: Eccoci di ritorno, sta volta
senza molti colpi di scena, avremo nuovi ingressi che presto si
faranno conoscere al Wayland, mentre i nostri soliti noti continuano
a vivere le proprie vite, in maniera più o meno regolare... :P
28 Febbraio 2008: Nika non entrerà più a far parte degli inquilini del Wayland. Al suo posto ci sarà invece "Scarlett Martine Baynes" che occuperà sempre l'appartamento 4C. La famiglia Mc Dowell ha un nuovo acquisto. Potete trovare la scheda di "Sam" insieme al resto della famiglia.
21 Febbraio 2008:Altre novità per il Wayland!Arriveranno presto due "fantastici" fratelli irlandesi: Leiandros & Jared Nox.
Che alloggeranno nell'appartamento 4D! Inoltre avremo anche un'altra nuova inquilina, Nika, la figlia del misterioso Sergey. Che alloggerà insieme al padre nell'appartamento 4C!
Il personaggio Jordan Reeves è diventato giocante, e abiterà insieme ad Alexandra nell'appartamento 9D...
04 Febbraio 2008: Novità a Wayland! Nate
dell'Appartamento 4A diventa un personaggio non giocante, ed
inoltre abbiamo dei nuovi arrivi: Brian, Zachary e Frank
all'appartamento 7A, e Johnny all'appartamento 12B. Abbiamo
anche aperto un blog fotografico dedicato a questo GdB che
potete trovare a
questo indirizzo . Trovate tutte le spiegazioni nel blog!
10 Novembre 2007: Nuovi arrivi a Wayland,
l'appartamento 7D è ora occupato da Jane Holsen, Pete Harnett e
Melanie Caine, mentre all'appartamento 4A è arrivato Nate,
cugino delle sorelle Philips.
STATS
• Aperto: 25 aprile 2007
• Owners: Vale &
JU
• Appartamenti occupati: 21/48
• Appartamenti giocanti: 14
• Appartamenti non giocanti: 7
• Visite: *loading*
• Foto personaggi:
Photobucket
aggiungendo poi dopo / il nome del vostro personaggio
WAYLAND PICTURES
Il blog raccoglie le foto scattate dagli inquilini del
Wayland.
[
Pictures of you ]
APPARTAMENTI GIOCANTI
Questi sono gli appartamenti occupati da personaggi attivamenti
giocanti. Potete scegliere un qualunque appartamento che non sia
già elencato qui sotto; ricordate che i piani del
condominio sono 12 e che ci sono 4 appartamenti
per piano contrassegnati dalle lettere A-B-C-D.
Appartamento 4A
Appartamento 4C
Appartamento 4D
Appartamento 5B
Appartamento 7A
Appartamento 7D
Appartamento 8B
Appartamento 9D
Appartamento 10A
Appartamento 11C
Appartamento 11D
Appartamento 12A
Appartamento 12B
Appartamento 12D
APP. NON GIOCANTI
Questi appartamenti sono occupati da personaggi non giocanti e
che non possono essere chiesti come personaggi attivi.
Appartamento 1C
Appartamento 1D
Appartamento 3A
Appartamento 3B
Appartamento 4B
Appartamento 8C
Appartamento 12C
PNG
Qui di seguito trovate le descrizioni di altri personaggi non
giocanti.
Famiglie
-
La famiglia Philips
-
La famiglia Collins
-
La famiglia Holsen
-
La famiglia Harnett
-
La famiglia Caine
-
La famiglia Townsend
-
La famiglia Foley
-
La famiglia McDowell
Amici
- Gli amici di Alexandra -
Kate -
Zack
-
Gli amici di Amber & Melanie
-
Gli amici di Blaine
-
La compagnia
Lavoro
-
I colleghi di Alexander McDowell
-
I colleghi di Eve Philips
-
I colleghi di Pete e Jane
-
I colleghi di Samuel Townsend
- I colleghi di Mike e Scarlett
- I colleghi di Antea
Altri
-
Vincent Sutherland - l'ex di Kathleen
-
Christina McPherson - la ex di Samuel
-
Jordan Reeves - spasimante di Alexandra
-
William Rice - L'Ex di Antea
Il Condominio

Portineria
Piscina e Palestra
Terrazza sul Tetto
Lavanderia Comune
Impresa di Pulizie
Lake Wayland - Il Bar

Il Locale
Altri luoghi
-
Lincoln's Book and Coffee
Dove lavorano Pete e Jane, il punto di ritrovo della compagnia
dei più piccoli
-
Lincoln 65
La videoteca in cui lavora Samuel
- Holy Casket
Il pub del Rev, il punto di ritrovo de La Compagnia dei più
grandi
-
La redazione di Runaway
Gli uffici della rivista dove lavora Eve
- Lo studio di Alexander McDowell
Gli uffici in cui lavora Alex
-
Lo Studio di Mike e Scar
Gli uffici in cui lavorano Mike & Scarlett
- Gli Uffici dell' Fbi a New York
Dove lavora Antea
TAGBOARD
GIOCA...
Forum
Regolamento del Forum
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